un tête à tête con Fastweb

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28 ottobre, 2015

Digita due, poi digita tre. Poi di nuovo uno. Infine, dopo diciassette minuti e quindici digitate, approdi a “per parlare con l’operatore”.

Fuss’è fatte la maRonna, direbbe un irpino. Uno a caso.

“fastweb, pronto, buongiorno ho un problema. Da circa due giorni non abbiamo la connessione a internet. E io devo mandare quel pezzo, forse anche due. Cercare numeri, contatti, leggere qualcosa prima di scrivere il terzo. Devo controllare la posta e altre diavolerie connesse. E non mi sento molto bene. Neppure mia figlia gode di buona salute, ha la tosse sputa polmoni. Si può fare qualcosa?”

Dall’altra parte, con voce coriacea e ironia sottile, che pare il dermatologo israeliano della città di S, mi risponde lui, Fouad.

“Scccierto segnora”.

E dentro di me riparte la Ola: Fuss’è fatte la maRonna!

“Hai pasienza segnora? – Zi vuoi mettere comodI? –  Anse, segnora zi chiamo io, si nu spendE tantu co siellulare”

E così io e Fouad, con la voce da dottore che curava i miei foruncoli da adolescente, ci siamo fatti compagnia mentre il modem alternava lampi di sana lucidità a momenti in cui sembrava spirasse l’ultimo segnale luminoso prima della morte per apoplessia digitale.

Per trentasei minuti abbiamo chiacchierato come due sconosciuti che condividono la carrozza sul treno.

Fouad vive in Tunisia e lì ieri pioveva, ma era abbastanza caldo da non fargli rimpiangere i ventitré anni trascorsi a Lugano. Ha una figlia in Francia che gli somiglia dal naso insù, ma che rivede solo in estate. A Palermo e Napoli ha partecipato alle manifestazioni del 1984. Mi ha parlato di visto, commercianti di stoffe e diritti. Ma anche di spezie e profumo di gelsomino. Avrebbe preferito di gran lunga vivere a Livorno, dove però non è mai stato. Della Toscana parla ogni giorno con il suo vicino Gianni, pensionato italiano. Di cui si fida. Gianni vive in una villa con gli ulivi ed è guarito dai reumatismi, ma non ancora dalla mancanza per i nipoti e il buristo toscano.

Insomma, per trentasei minuti mi sono fatta i c. del signor Fouad. Perché io ho una straordinaria abilità nell’intercettare le telefonate dei nostalgici. E pare che ci provo gusto.

Prima di Fouad, avevo scordato la magia ipnotica di ascoltare qualcuno che racconta cose che non sai, e lo fa proprio per te, per condividere conoscenze.

Avevo perso memoria di quanto fosse meraviglioso non insultare un operatore di call center, nonostante alla fine bofonchi: “segnora me dispiace segnora. Internèt non se repriniGna. Aspetti tecnico in 72 ore”.

Avevo smesso di attaccarmi, come un pirata, alle reti non protette dei vicini incauti. E da oggi per settantadue ore lo rifarò.

Anzi, lo sto già facendo.

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28 ottobre, 2015      3 commenti

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