Ombrelloni gialli e blu.

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18 settembre, 2017

C’è un piccolo paese, un microcosmo familiare in ogni spiaggia, lido balneare che frequenti da più di cinque, sei, sette anni e anche più.

C’è una comunità accogliente e accudente che ogni anno ci aspetta. Lì, da Camillo, ombrelloni gialli e blu. Un posto a metà tra Phi Phi e l’isolotto di Truman Show. Dove il bar sembra più una baita di montagna che il ristoro bianco e blu che ti aspetti di vedere al mare. C’è la musica, non molta. I gelati e i panini, non molti. Docce, solo una. Animazione, zero.

Ma estate dopo estate è lì che ci ritroviamo a celebrare l’eccezionalità della nostra condizione di bagnanti, tra l’euforia della riappropriazione degli spazi e la vertigine di disporre le nostre chiacchiere tra un ombrellone e il bagnasciuga. Da lì si pianifica: una gita, un giro in barca, una cena, un programma fitness per mamme. Da lì si racconta: un inverno, il lavoro, le paturnie, i progetti, gli inciampi, le guarigioni. Lì, c’è tutto quello che in un microcosmo ci deve essere.

C’è l’infanzia di Sofi, Albi, Pietro, Chicco e Gioia quando decidono di unire le forze e scavare un cratere in grado di inghiottire la spiaggia e le apprensioni dei genitori.

C’è l’adolescenza di Ali e Meg ibrida e cangiante, acerba e confusa. I giorni in cui le vedi complici andare alla scoperta della vita e delle sue onde, e i giorni “adesso basta”, in cui diventano umorali e melodrammatiche.

Ci sono i nonni che in vacanza fanno i veri nonni, anche quelli che i nipoti non li hanno. Svuotano il mare a secchielli, raccolgono cocci di vetro come fossero swarovski e diventano bambini.

Ci sono le frasi: “non alzate la sabbia”, “schizza piano l’acqua”, “esci dall’acqua” e “se mangi il gelato non fai il bagno”.

C’è Milano, Firenze, Venezia, Avellino, la Corea e la Russia. Ci sono le storie degli amici d’infanzia e degli amici ambulanti. C’è persino lo shopping da comodamente sdraiati e qualcuno a cui chiedere un prestito. C’è Rayan che ha smesso di venderci collanine ed è contento di mostrare sua figlia e la moglie ingrassata; le sue paure uguali alle nostre.

Da Camillo ombrelloni gialli e blu c’è un mondo, più piccolo, il mio, che si ricompone ogni 52 settimane circa e polverizza l’inverno, dandoci la misura di quello che conta e che vale veramente.

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