L’IPhapà: il nuovo modello di padre che spopola.

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5 novembre, 2016

Corre l’anno 2016, e un nuovo modello di padre si aggira nelle famiglie di quasi tutto il mondo, o almeno in quello tecnologicamente avanzato.

Ripreso da foto e telecamere trappola sembra si tratti di un figura di taglia subadulta e caratteristiche morfologiche diverse dall’esemplare “papà” registrato prima dell’avvento dello smartphone. Né meglio e né peggio del suo predecessore, ma solo diverso.

E’ l’IPhapà versione 4s in poi: colui che istruisce, intrattiene, comunica e guarda la prole utilizzando un unico mezzo a sua disposizione: l’Iphone.

Colui, che quando Jobs ha detto “siate affamati” è diventato diabetico a furia di abbuffarsi di gruppi di whatsApp.

Colui che tutta la famiglia crede uno stitico cronico, ma in verità ha solo scelto il bagno come rifugio per la trasformazione in smanettatore seriale di dati sensibilissimi, che solo lui e il KGB sono capaci di custodire.

Colui che ha la passione per il Meglio di Lino Banfi su YouTube, pari a quella di Donald Trump per le bonazze: non può farne a meno.

Colui che dal ruolo di Mattarella, mero rappresentante nelle occasioni sociali quali recite, saggi e cene tutti assieme, è passato a ricopre quello di social media specialist, preoccupandosi di dare visibilità alla propria community familiare con hastag tipo: #mortecigno #tuttasuopadre.

Colui che diventa statua di sale da salotto, quando il 4G non prende, e Beep Beep di Wile E. Coyote quando prende bene, percorrendo 63 km dal bagno alla cucina travolgendo specie quelli che ancora non hanno raggiunto autonomamente la stazione eretta.

Colui che è l’erede del piccolo principe, e l’essenziale gli è invisibile agli occhi quando si concentra a perfezionare grammaticalmente un twit. L’invisibile solitamente è la ciabatta con cui sta limonando la prole, i cinque centesimi che hanno già attraversato l’esofago della stessa, o il pannolino che sta cedendo come il Vajont. Il tutto sotto il suo naso.

Colui che se gli chiedi “guardamelo un attimo, vado io in bagno”. Lo fa, ma solo attraverso gli occhi di Time-lapse della fotocamera. Il tempo di prendere la carta igienica ed è già su instagamm.

Colui che fiero intrattiene i figli principalmente con le app di Build a Robot e Forme in Gioco per la parte educativa, e con Masha e Orso rigorosamente in lingua kazaka su youTube per quella ludica. Steiner e Montessori si chiedono ancora, dove hanno sbagliato con lui.

Colui che mai nessuno potrà accusare di essere stato un padre poco presente. I 32 album di foto su facebook lo scagionerebbero dall’accusa. Dal must “papà e la sua cucciola”, “la mia fidanzata” a “al parco”, “mentre la mamma è all’aperitivo”. Album quest’ultimo che ribalterebbe la situazione. Dopotutto nel facebook della mamma non c’è traccia di foto “mentre papà guarda la partita”, “mentre è in missione con il KGB” o “mentre se la ride con Madonna benedetta dell’Incoroneta”.

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5 novembre, 2016      Un commento

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