La Tanja locale e le mie palle girandoline.

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4 agosto, 2014

La Tanja calabrese che avrebbe dovuto risollevare l’atmosfera casalinga e dare una mano alla famiglia di tutte donne in vacanza al mare soggetta a sbalzi umorali, guerre dei Roses e dolori post operatori, è qui tra noi oramai da quindici giorni. Ma non è minimamente paragonabile alla nostra amata road runner urbinate di origine ucraina.

Ha l’aria di pia donna, è italianissima, con un callo che le fa male e lo sguardo altrove.

Lei è tanto una cara signora, anche se tanto tanto lenta. Impiega dieci minuti per fare un passo, due ore e mezzo per lavare dù piatti e circa una settimana per spostare un costumino dallo stendino al cassetto. Fa confusione tra una taglia 42 e una 3-4 anni, tra una mutanda e una canotta e pertanto stipa il tutto in un unico cassetto pur avendo a disposizione quattrocento metri quadri di casa, cinque armadi e sedici cassetti.

Lei è tanto buona, ma alza veramente troppo la voce. Cioè, per ogni cosa che deve comunicare urla come una foca sotto vivisezione con deprimenti derive autoritarie e poliziesche. “Tanja locale, dove hai messo il mio vestito nero?”. E lei va in stand-by, si ferma e fissa il vuoto finché non le dici qualcosa, e allora il sistema le riparte e non si ferma più: “Non lo sooooo, l’ho lavatoooo!! Non è giù? Era quello nero? Allora nell’armadio. Non lo soooo!”. Con una voce stridula e altissima continua anche dopo dieci minuti che il capo lo hai trovato: “proprio non lo sooooo, era martedì o giovedì che l’ho visto! È neroooo? È lungoooo?”. Inquietante la sua “O” aperta. Ma ancor di più sapere che tutti i condomini sono a conoscenza del mio intimo e guardaroba.

Tanja locale è tanto gentile ma veramente poco discreta, tanto che io e mia sorella comunichiamo oramai solo su whatsapp in sua presenza. Non si può più conversare in questa casa senza l’intromissione della Tanja locale. Qualche giorno fa qualcuno tentava di trovare pseudo somiglianze al fidanzato velistafarmacista della zia Tette e lei due piani sopra ha urlato: “Bocci!!!”. E ancora: “belle le scarpette bianche di tua figlia”. “Tanja locale a quale ti riferisci non abbiamo scarpe bianche se non quelle acquistate ieri sera, non ancora indossate e tolte dall’involucro + busta e carta regalo!”. Lei quatta quatta le aveva già scovate e scrutate in nostra assenza.

Tanja locale è poco esperta nelle faccende domestiche, pur essendosi candidata per questo e annoverando nel curriculum una casa pomposa in stile mausoleo della bomboniera. Eppure Tanja calabrese è convinta che sotto i letti e dietro i divani siano spazi inappropriati e inappropriabili dalla scopa, e per questo interdette anche al sorvolo del mocio. E’ anche convinta che non esiste altro detersivo all’infuori dell’ammoniaca. Peccato che l’ammoniaca ha avuto incontri ravvicinati del terzo tipo con la mia Louis Vuitton, ma soprattutto con quest’arma chimica ha lavato lo spazzolino della Purpi, che se poco poco non sentivo uno strano odore, mi ammazzava la nana.

Tanja locale è tanto una cara donna, ma credo che non durerà fino a ferragosto.

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4 agosto, 2014      22 commenti

  1. Betty Focarile

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