Le mamme, tra meraviglie e mostri.

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14 maggio, 2017

I bilanci sono più forti di me.

Eppure, questo giorno mi obbliga a voltarmi indietro e chiedermi: “e quindi, che mamma sono?”.

Quindi, ripenso a me stessa, in questi sei anni. Rivedo una mamma in corsa che arranca e si affanna più degli altri. Che vive in prima linea. E in prima linea, sveglia, bacia, nutre, veste, urla, guida, torna, lavora, ritorna, cerca altri lavori, accompagna, corre, fa la spesa, prepara, gioca, apparecchia, sparecchia e tira su le coperte. Ripulisce vomiti notturni, consola, si dimentica il bucato nella lavatrice dalla mattina, disdice impegni per colpa di febbri improvvise.

Perde i pezzi per strada. Si ricompone e risale sulla fune. In bilico, si sente in colpa. Perché non le taglia le unghie da due settimane, perché alcune volte non ha voglia di giocare, perché sta davanti al computer fino a tardi, perché non è riuscita a portarla al parco, perché non si è ricordata di comprare il latte, perché ha sviluppato rapporti simbiotici e amorosi con le baby sitter pur di vedere le amiche, perché vorrebbe curarsi di più, spalmarsi la crema corpo sempre. Perché in questi sei anni ha imparato che, come madre, se la deve cavare da sola.

Così, oggi che è la festa della mamma, prometto a me stessa di abbandonarla quell’ottusa tenacia di chi deve dimostrare, far finta di non avere le vertigini, di non essere sola, stanca e fragile. 
Non mi sentirò in colpa se al posto del latte mia figlia farà colazione con un ovetto kinder qualche volta. Mi regalerò qualcosa, di tanto in tanto: un colpo di testa, un paio di scarpe che sogno da una vita, un viaggio da sola. Lascerò che la vita accada, non mi starò e non le starò troppo addosso, con le attese, le aspettative di cosa dovrei vorrei potrei fare per essere una madre migliore.

Perché care mamme (sole, accompagnate, acrobate, inadeguate, granitiche) è vero, le madri perfette esistono, ma rappresentano solo se stesse, certamente sono un esempio felice, ma non un modello, non la virtù. Questo tempo è fisicamente impegnativo, mentalmente faticoso ma rettilineo, per tutte. Tutte.

E a tutte auguro buona festa della mamma.

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