10 cose da fare per non viver un Dicembre come bruti.

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7 dicembre, 2015

Dicembre è un mese non facile, allentato e convulso allo stesso tempo. Il più vorace tra i dodici se non fosse camuffato da melodie lente e ritmi di luci equilibrate. Malinconico, ma vivorossosangue. Di bilanci, ma anche di (false) speranze: a dicembre puoi decidere di appassire, perché t’illudi che a breve rifiorirai. (infatti, è il mese in cui credi a Babbo Natale)

Dicembre ti vuole pigra, ma non ti da tregua con i suoi ritmi frenetici. Ti vuole buona perché è IL Natale, ma ti fa spendere un sacco di soldi che ti fanno bestemmiare e quindi peccare. Ti vuole felice e col sorriso da idiota, ma jingle bells, tu scendi dalle stelle e la Gelmini mettono n’anZia. Ti vuole bella, ma le estetiste non hanno posto neppure a 500 euro a baffetto. Ti vuole pasticciera e interior desing nel nido domestico, ma le urgenze lavorative incalzano.

Insomma, in un mese che si contraddice e ti confonde bisogna avere ben presenti le priorità ludiche, gli impegni piacevoli da rispettare e qualche buona azione che mette di buon umore. Allora, per evitare di lasciarsi trascinare giù:

1) L’albero di natale, lo farò, ma con gli addobbi dello scorso anno che poi sono anche quelli di quattro anni fa, solo un po’ più vecchi. Qualcuno è andato perso, qualcuno ha trovato altra collocazione nel cesto delle costruzioni, due renne di pannolenci sono state vittime di cannibalismo dell’ Hannibal Lecter chihuahua che abita in casa, le altre si sono animate dalla paura e pare siano scappate all’imbrunire. Ma il problema non sussiste. Basterà posizionare l’abete in un angolo stretto, così da lasciarlo orfano di palline lì dove l’occhio umano non arriva.

2) Ansia da regalo nograzie. La crisi economica oltre a essere tale da non permettere, è anche un’ottima scusa per ridurre al minimo storico l’elargizione di doni, per evitare debilitanti scarpinate sulle scale mobili dei centri commerciali, file alle casse e commesse incazzate. Quindi, noi solo shopping online. Piccolo, poco e appagante.

3) Tante gite fuori porta. Con la scusa dei mercatini, dell’aria natalizia e della visione di luci che non siano quelle bollywoodiano dei tagadà in città.

4) Riprendere il corso di total body in palestra con il quale avevo illuso il mio deretano che ci fosse ancora una speranza di risollevarsi dal baratro dopo l’estate, e in previsione dell’accrescimento dopo le abbuffate che mi attendono nel profondo Sudde.

5) (ovviamente, solo se riprendo il corso di total body) tante cena con gli amici. Perché, soli, si diventa brutti, mesti e con le rughe.

6) Uno, due film al cinema, preferibilmente da femmine, impegnativi e magari anche con un po’ di lacrime e struggimento.

7) Affinare la pazienza. Tanta karma in tutti i sensi, anche con le stronze. Voglio dare fiducia a quel cinese che a sua volta deve aver pure avuto qualche buona ragione per suggerire di sedersi ad aspettare vicino al fiume.

8) Abbandonare tutte le attività tipo psicologa, assistente personale, badante, sguattera di chi non se lo merita. Prendere quel tempo perso e impastarlo di nuove cose, tipo la ricotta coi pistacchi.

9) Quindi, almeno un dolce. Uno che tocchi ogni corda, della gola e della mente. Uno a caso: cannoli siciliani con la ricetta della mamma del velistafarmacista, nonché futuro sposo della zia Tette.

10) Praticare 10 minuti al giorno di sconsideratezza con la propria nana. Tipo, marciare per casa battendo cordless, pennette usb o bacchette del giapponese sulle pendole. Stendersi per terra e immaginare di volare. Mangiare in una “botta sola” (licenza poetica della nonna C) i cioccolatini giorno 10,11,12 e 13 del calendario dell’avvento.

Così, solo per ricordarci e ricordarvi, che fatti non fummo a vivere come bruti. Soprattutto sotto Natale.

N.B. il calendario dell’avvento è opera artistica della sottoscritta. Pertanto fate finta che sia bellissimo. Perché ciò è il massimo della creatività che aleggia in lei.

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7 dicembre, 2015      2 commenti

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