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Un limbo ferroviario dove essere leggeri, mica frivoli!

16 luglio, 2017 // Commenta per primo

Stamane, domenica, inghiottita dal sedile 3A della carrozza cinque, di un treno che da Monopoli va verso Bari, pensavo che mica ci sono così tanti posti e luoghi dov'è possibile confondersi e mimetizzarsi. Dove provare quello strano piacere, di non essere niente per nessuno. O di essere, per ciascuno in cui inciampi, tante persone diverse, ma solo il tempo di un incrocio di sguardi. Quella col pantaloncino corto e basta. Quello che, più di venticinque anni non li ha. Che bella borsa, la sua. E quel tatuaggio sul braccio? Che lavoro farà. È felice più di me? Da chi andrà ...

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Quarantotto ore nel Salento.

14 luglio, 2017 // Commenta per primo

Due torri tra quel turchese sotto e sopra che abbaglia, un mare e il suo cielo. Squarci di un paesaggio che un altro, uguale, nel mondo, non esiste. E poi, una città bianca, un patio salentino con un piatto alla triglia che potrebbe diventare la mia nuova ossessione culinaria, da riproporre durante le cene, quando il cielo sarà grigio pece, e le temperature ostili. Il piacere di osservare l'amicizia attorno a un tavolo, coloro che si ritrovano, che si prendono in giro, si guardano e si riscoprono uno il proseguimento dell’altro, seppur lontani. La crema protezione 50, perché qui serve anche se ...

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O io o lei. Storie di oche e altri animali.

7 giugno, 2017 // Commenta per primo

Da piccola ho avuto, per una notte, un gatto. Al mattino mia madre si è accorta che avevamo, mia sorella e io, azzardato a nasconderlo nella vasca da bagno. Alle 8.15 era già fuori dal bagno, dalla casa e dai nostri affetti. “Voi mi volete morta” disse, non temendo affatto che il crudele distacco dalla creatura avrebbe sconvolto le figlie. Mia sorella fece un secondo tentativo, dopo qualche mese, con un cane. Anche lui durò una notte e basta. E ciò che ricordo non è il nome, la razza ma il palo, che mia madre furiosa buttò giù in retromarcia nello ...

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